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Il luogo diventa spazio

interactive videoinstallation
dimensione: 3 x 2 metri
anno: 2011

Architetture in disuso, disabitate, abbandonate dall’uomo, riprese perchè vengano nuovamente frequentate e riabitate ma non più come abitazione, ora come contenitori della stessa struttura, il proprio corpo riveste e decora la superficie, interpretandola. Queste figure si estendono lungo le mura della struttura ospitante, l’obbiettivo è quello di giocare con le forme precostruite, rendendo il tutto fruibile attraverso delle azioni e movimenti naturali richiamati dallo spazio stesso.
In base al percorso intrapreso dal fruitore si avvia un meccanismo sommario di immagini che portano a un esito. Solo ricominciando nuovamente si possono svelare altre ipotesi, altre figure. Questi simboli, riportati per terra, esemplificati da figure amorfe, comunicano con il computer a base numerica, funzionando come interruttori e ogni simbolo esprime un idea, un concetto o più semplicemente illustra se stessa valendosi del supporto dell’immagine, che in tempo reale, mostra delle clip animate del simbolo di provenienza.

documentazione Matej Vidmar