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Improvisation – first act

videoinstallazione interattiva
dimensione: ambientali
2015

La video installazione presenta situazioni ancora non accadute. Scorci di vedute di oggetti tra il dismesso e il funzionante. Suoni e immagini che non coincidono, non sono allineate, propongono un’ascolto e una visione doppia, differenziata. Viene richiesto di sforzare la capacità d’attenzione. “Improvisation” è costruito da tre aree visive alle quali vengono affiancate una traccia audio ciascuna. Inizialmente l’immagine proiettata è deformata, posizionata in un angolo della parete oppure comprende anche il pavimento. L’audio che dovrebbe fungere da colonna sonora all’immagine è, invece, sfasato, non corrisponde ai movimenti e azioni presentate, rimanendo fuori linea temporale. Il riassestamento degli strumenti che compongono il “first act” viene eseguito da un ultimo elemento. La presenza dello spettatore che, attraverso dei sensori di presenza, permette di riorganizzare l’immagine, aggiustandola sulla superficie di proiezione e adattando il suono, facendolo combaciare, a quest’ultima. I momenti precedentemente atemporali ora sono sincronizzati e compongono una sinfonia.

sound design Stefano D’Alessio