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Ephemera

Ephemera – immaterial work
interactive olfactory installation

Everyday we produce thoughts through which are produced information.
Information that is collected in the form of data which we feed an ecosystem that allows us to determine our reality.
When we are faced with huge amounts of data visual representation through the use of images, sounds, interactive elements and physical systems it facilitates the understanding and therefore the information becomes more readable.

Il lavoro che vorrei presentare riflette sull’uso delle immagini, sulla loro natura e sul metodo che l’uomo adotta per entrarvi in contatto, e sui tanti modi possibili di lettura.
La prima riflessione che vorrei intraprendere è sulla conversione in digitale dell’immagine, ritengo interessante questo passaggio poiché l’immagine in tale processo subisce una trasformazione e un cambiamento causato dalla sua metamorfosi in pixel. I quali si definiscono come una serie di micro punti da cui si rileva la quantità della luce e il suo colore, questi elementi saranno determinanti e necessari per la ricostruzione immateriale dell’ipotetica immagine iniziale. Tale trasmissione di informazioni consente di poter esperire, vivere, vedere, sentire, prendere coscienza dell’immagine ma in maniere del tutto nuova, alterandone o modificandone totalmente la percezione.

L’opera che ho pensato, Effimera, è un lavoro di natura olfattiva in cui si ha l’occasione di percepire un’immagine in chiave diversa, olfattiva appunto. Questo particolare processo di modificazione avviene attraverso la modulazione e correlazione tra oli essenziali diversi e dosaggi ben calibrati.

L’idea di creare un trait d’union tra l’immaginario creato dalle immagini e la sfera olfattiva nasce nel diciannovesimo secolo per effetto di Septimus Piesse, il quale ebbe l’interessante intuizione di associare gli odori alle note di una scala musicale, nella quale ogni profumazione corrispondeva ad un semitono diverso.
Nella medesima modalità, all’interno di Effimera, ogni colore dell’immagine scelta dal visitatore si relazionerà con le diverse essenze profumate per giungere a trasformare l’immagine di inizio in sostanza olfattiva, in materiale effimero, leggero e fuggevole all’interno dello spazio espositivo.

La memoria olfattiva permette all’uomo di connettere l’odore con un ricordo e con la sfera emotiva che lo accompagna, inoltre è sicuramente più precisa e attendibile della memoria visiva, poiché la memoria olfattiva ha un profondo legame con il contesto della percezione, è in grado di registrare sia gli odori che l’ambiente sensoriale nel quale essi sono stati avvertiti.
L’archiviazione degli odori avviene secondo un preciso principio olistico, in grado di garantire ai ricordi olfattivi una loro individualità e una loro reciproca indipendenza, infatti una volta consolidati sono poi difficilmente modificabili.
Peraltro il senso dell’olfatto è involontario, in quanto strettamente legato allo stesso respiro, e quindi, privo di ostacoli di trasmissione, per di più permette di conoscere il mondo esterno in modo puro e diretto.